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  • Immagine del redattoreMarina Quercioni

Un Viaggio nel Tempo. Alcalà de Henares ai Tempi di Cervantes

Eccoci qua a raccontarvi una nuova avventura di Parents. Dovete sapere che una parte dei viaggi che facciamo sono legati al lavoro in Università di Daniele che viaggia per congressi. Io qualche volta in passato l’ho seguito anche per molto tempo. Nel primo blog abbiamo raccontato di aver trascorso le maternità dei nostri primi due figli Viola e Tommy a Barcellona perché Daniele faceva il post doc nella capitale di Catalunya.

Avevo comunque detto a me stessa che appena mi fossi decisa a non fare più il mio lavoro come psicologa, timbrando il cartellino e facendo solo la libera professione, mi sarei aggregata sempre e così sto facendo.

Questo viaggio mi era stato “venduto” come un congresso a Madrid, città che conosco, bella dove torno con piacere e poi terra di Spagna per me è cuore!!!

In realtà a Madrid siamo solo atterrati….. la meta era la Residencia Universitaria de Alcalà de Henares. (Distanza da Madrid 30 km). Come sempre accade quando ci si lascia portare, ho scoperto un luogo magico.

Con grande meraviglia ci siamo resi conto che questa è la città del Cervantes autore del Don Chisciotte, alcuni dicono che viene persino chiamato San Cervantes. Qualunque cosa in Alcalà parla di lui, dalle piazze ai monumenti ai locali,caffetterie, ristoranti, la sua presenza la senti nell’aria.



Non potevano capitare in periodo migliore esattamente in coincidenza con la “Semana Cervantina” è una settimana di festa che viene organizzata nel mese di ottobre in coincidenza con l’anniversario del battesimo di Cervantes, avvenuto il 9 ottobre del 1547 nella chiesa di Santa Maria.

Il giorno seguente, seduta nella piazza centrale, dopo aver fatto visita al Museo della casa di Cervantes (entrata libera), leggevo un libro: si stava muovendo qualcosa ma non immaginavo che in poco tempo la piazza avrebbe cambiato volto. In breve tempo tutte le vie della città del centro storico si sono riempite di bancarelle, giostre, tutto in stile medievale, persone che indossavano vestiti dell’epoca. Il volto della città è cambiato repentinamente ed io mi sono ritrovata immersa nel medioevo, nel pieno della Semana Cervantina.



Vedendoli lavorare mi hanno ricordato le formiche, si dice che questi esserini hanno una grande capacità di fare squadra, pensare positivo, e non mollare mai. Questo ho colto nel lavoro di questa gente, unito all’allegria, alla passione che trasmettevano già solo nell’allestimento, vi lascio immaginare quando tutto è stato pronto.

Noi siamo rimasti solo per il primo giorno ma il programma prevedeva spettacoli, concerti, balli, sfilate, cavalieri, laboratori artigianali, giochi interattivi, tutto allestito in modo da portare gli spettatori ai tempi del Cervantes.

Questo è stato un viaggio davvero nel tempo, viaggiare è anche questo: entrare in un altro luogo, in un altro tempo. Quando sei a casa non hai questa stessa disponibilità a lasciarti trasportare da ciò che ti accade. Nel viaggio, almeno a noi accade così, te lo permetti, hai questa disponibilità d’animo e Alcalà ha rappresentato davvero tutto questo.

Abbiamo avuto anche la grande opportunità di fare una visita all’interno dell’Università, la più antica di Spagna, un luogo meraviglioso in cui ci ha accompagnato una guida davvero brava, con il suo racconto ci ha fatto sentire come era la vita degli studenti di un tempo. La vita per quei ragazzi era molto dura, le discussioni delle tesi erano tutte in latino e greco e duravano giorni. Il candidato veniva interrogato da tutti i docenti presenti (circa 80 docenti) in tutte le materie e se otteneva l’idoneità usciva dalla porta centrale e la campane suonavano a festa.

Perdendovi nelle vie della città, potrete vedere la Basilica, il convento delle Clarisse, il collegio di S. Ildefonso ma non dimenticate il Palazzo Laredo. L’entrata costa solo 1 euro e nasconde meraviglie. All'interno si trovano sale ispirate all’Alhambra, ai dipinti di Pompei, ci sono ceramiche ispano-mussulmane, tanti elementi si fondono e rendono unico questo luogo.

Per una cena in luoghi caratteristici consigliamo: La Cupola, Mesa12 e in attesa che arrivi l’ora di cena consigliamo una coppa di vino con qualche tapas al Corte y Jamon in C. Santiago, 26.


Viaggiare è innamorarsi di ciò che vediamo, dei profumi, dei colori, dell’aria che respiriamo nei luoghi che attraversiamo e persino Cervantes era d'accordo con noi:“Il cavaliere errante senza innamoramento è come arbore spoglio di fronde e privo di frutta, è come corpo senza anima” (Don Chisciotte della Mancia).

Vi diamo appuntamento alla prossima avventura e ricordate........ciò che conta è il viaggio non la meta.

I Parents sempre in viaggio



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