Viaggio di famiglia
- Marina Quercioni

- 5 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 mag
Il dono più grande: crescere insieme
C’è una tradizione nella nostra famiglia che, anno dopo anno, si rinnova e si trasforma, seguendo i cambiamenti della vita: a Natale non regaliamo oggetti, ma tempo.
Tempo da vivere insieme. Tempo da ricordare. Tempo da custodire.
Anche quest’anno abbiamo mantenuto viva questa promessa, scegliendo una meta diversa dal solito.
Dopo Marrakech e Palermo, questa volta siamo rimasti più vicini, lasciandoci accogliere dalla bellezza semplice e autentica di Badalucco, nell’entroterra ligure.
Una scelta dettata anche dal cuore della famiglia che cresce: Viola è diventata mamma di tre gemelli, oltre alla piccola Bianca, e viaggiare insieme, con così tanti bambini piccoli, ci ha invitati a rallentare e a restare più vicini.
E così è iniziata la nostra avventura.
Noi da Milano, Tommy e Caterina da Genova. Strade diverse che si incontrano nello stesso luogo, come spesso accade nella vita quando si condivide qualcosa di importante.

La casa (Agriturismo Adagio, super consigliato !!!) che ci ha ospitati era grande, anzi doppia: due appartamenti comunicanti che sembravano fatti apposta per noi.
Spazi aperti, porte sempre socchiuse, voci che si intrecciano, bambini che passano da una stanza all’altra come in un piccolo villaggio.
Ed è proprio così che mi è tornata in mente una frase che amo molto:
un bambino cresce meglio in un villaggio.
Quanto è vera.
Perché da soli tutto pesa di più.
Le giornate sono più lunghe, le fatiche più evidenti. Insieme, invece, tutto si distribuisce: uno cucina, uno gioca, uno tiene in braccio, uno racconta una storia. E senza quasi accorgercene, la vita scorre più leggera.
Non sono mancati gli imprevisti, certo. Un’escursione mancata, qualche difficoltà logistica.
Ma anche questo fa parte del viaggio!
La vita non è mai perfetta, è fatta di piccoli inciampi e di aggiustamenti continui.
E forse è proprio qui che il “noi” diventa fondamentale: perché insieme si supera tutto meglio, si ride di più, si relativizza, si trova una soluzione.
Quello che mi porto nel cuore, più di ogni paesaggio, è l’atmosfera.
Le risate attorno al tavolo. I bambini che crescono sotto gli occhi di tutti, non di uno solo. La bellezza di condividere ogni momento, anche quelli più semplici.
Una sera sono venuti a trovarci degli amici.
Si sono uniti a noi, senza formalità, come se fossero sempre stati parte di quel cerchio.
Abbiamo apparecchiato con quello che c’era, allargato la tavola, diviso il cibo. E in quel gesto così semplice ho sentito qualcosa di profondamente vero: l’amore, quando circola, si moltiplica.
Forse è proprio questo il punto. Uscire dall’idea di una famiglia chiusa, delimitata, autosufficiente.
Aprirsi. Fare spazio. Accogliere.
Non solo gli altri, ma anche la possibilità di vivere in modo diverso, più comunitario, più umano.
So bene che non è scontato. Che molte famiglie vivono tensioni, fatiche, distanze.
Proprio per questo sento una gratitudine profonda per ciò che abbiamo. Per i figli che partecipano con gioia, che scelgono di esserci.
Per gli amori che si uniscono a noi con naturalezza, senza resistenze.
Per questa armonia che non è perfetta, ma è viva, autentica, costruita giorno dopo giorno.
Questa esperienza mi ricorda ogni volta quanto sia potente lo stare insieme. Quanto renda tutto più semplice, più leggero, più vero.
E forse, alla fine, il dono più grande che possiamo farci non è un viaggio, ma la possibilità di esserci davvero, gli uni per gli altri.
Psicologa Marina
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